Fondazione Prada

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Not asking for it

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Dopo quello che è successo a Roma sto leggendo in giro sempre più commenti che quando non mi fanno rabbrividire mi fanno incazzare, perché non posso pensare che veramente ci siano persone che possano dire “certo, è colpa sua perché se l’è cercata”.

La verità è molto semplice: non devi essere colpevole degli atteggiamenti altrui per come ti vesti. Non ci dovrebbero essere dei se e dei ma, dovrebbe essere così e basta, peccato questo sia considerato un mondo utopico. Sì perché se sei donna fin da quando sei piccola ti viene detto che devi stare attenta: attenta a come ti comporti, a quello che fai, a come ti vesti.

A mio fratello non è mai stato detto non metterti i pantaloncini corti o la canotta leggera per uscire perché potrebbero stuprarti, io purtroppo discorsi simili invece li ho dovuti sentire. Dobbiamo vestirci in maniera consona, peccato che poi ti stuprino anche se porti i jeans e allora certo, è colpa tua perché per toglierti i jeans devi essere consenziente. No. Semplicemente non si può accettare che la vittima passi da carnefice solo perché portava la gonna o gli shorts o si vedeva il reggiseno o altro. Dovremmo essere libere di girare per strada in costume da bagno alle 2 di notte senza doverci preoccupare di cosa ci potrebbe succedere. Dovremmo poter girare col culo al vento senza aver qualcuno che dice l’hai chiesto tu, l’hai voluto tu.

Perché se c’è una cosa che non sopporto proprio è questa: nessuno deve avere il diritto di dirti che ti sei cercata una cosa così orribile come l’essere stuprata. Una non se le cerca mai certe cose. Il problema è che finché si continuerà a dire alle donne stai attenta e non si insegnerà agli uomini che non bisogna stuprare (potrebbe succedere a vostra madre, a vostra sorella o a un’amica, sareste ancora così indifferenti? Sareste ancora del partito del se l’è cercata?) forse le cose non cambieranno mai.

Per concludere non venitemi a dire che sto facendo discorsi da femminista. Semplicemente la libertà di vestirsi come ci pare e piace non deve essere un privilegio di genere (maschile).

L’illustrazione è di Cirenen

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