Seattle giorno 1 – Pike Market e Seattle Art Museum

2 ottobre 2015

Seattle giorno 3 – Ferry e Chihuly Museum

2 ottobre 2015

Seattle giorno 2 – Seattle Aquarium

2 ottobre 2015
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Oggi ho finalmente capito cosa voglia dire il tempo tipico di Seattle: un freddo a cui non ero più abituata, vento a tratti è un continuo andirivieni di nuvole.
Sarà stata anche la giornata di ieri, ma oggi me la sono presa decisamente comoda. Dopo pranzo ho preso l’autobus per andare a downtown (invece di farmi quei 3km a piedi salendo e scendendo dalle colline) e per darmi un po’ di forza in più sono entrata da Starbucks. Ho assaggiato il nuovo gusto autunnale, sa di latte e biscotti con un retrogusto di caffelatte. Lo so, se piace a me che non riesco a bere caffè vuol dire che come caffè fa veramente schifo, ma bere latte e biscotti mentre cammini per strada mi sembra una delle conquiste dell’umanità. Niente foto perché ero impegnata a raggiungere il Seattle Aquarium, che non è grandissimo, ma ha alcune cose veramente carine.

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Ah, volevo confortare quelli che come me non si ricordano i nomi dei pesci ma li chiamano con i nomi dei cartoni, tipo Nemo e Dory, lo fanno anche qua. Avrò sentito “oh, look it’s Dory!” 10 volte in 30 secondi.

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Ho scoperto che esistono anche queste cose buffe che si chiamano piume di mare. Meglio non vi racconti i film mentali su pesci che scrivono con le piume ai parenti lontani.
La cosa più bella però sono state indiscutibilmente le lontre, che entrano prepotentemente nei miei nuovi animali guida della vita.

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Nello specifico questa lontra che dormiva nonostante le altre le andassero vicino nuotando. Lo dico sempre che i pisolini ci salveranno.
Uscita dell’acquario ho fatto un altro giro verso il Pike Market e in qualche negozio tipo forever21 dove mi sarei comprata tutto (ma la carta di credito non avrebbe gradito molto) ma soprattutto sono andata al supermercato.
Se c’è una cosa che amo fare in un posto che non conosco è la spesa perché credo che mi permetta di capire meglio come vivano le persone. La cosa principale che ho capito è che gli americani sono ossessionati dalle cose biologiche, dagli zuccheri (sull’acqua c’è scritto zero calories, per farvi capire come sono messi) ma soprattutto hanno mille varianti strane della stessa roba.

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Io in compenso volevo solo un normalissimo succo all’albicocca e non c’era. Forse dovrò aspettare il prossimo supermercato con solo prodotti organic, come li definiscono loro.

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