Eleanor & Park – Rainbow Rowell

6 maggio 2015

Gabriele Lavia, Sogno di un uomo ridicolo

6 maggio 2015

Una su tredici

6 maggio 2015
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Gabriele Lavia
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È tornata la bella stagione e quindi sono felice perché le giornate si allungano, c’è quel caldo giusto e non si può ancora parlare di afa soffocante (sì, c’è anche il mio compleanno, ma questo è solo un piccolo dettaglio) ma soprattutto a me torna la voglia di prendere la macchina fotografica, uscire di casa e trovare qualcosa che mi spinga a scattare qualche foto.

Ovviamente non sempre posso fare come più mi pare e piace, ma oggi era uno di quei giorni in cui la buona volontà mi ha aiutato e ho deciso di fare un giro più lungo per arrivare da un amico e fare una piccola deviazione per Brera. È fin troppo facile fare delle foto decenti in Brera, è talmente bella che non c’è bisogno di pensare troppo e se solo potessi (leggi fossi ricca) mi trasferirei subito, credo sia uno dei miei quartieri preferiti di Milano (se vi interessa posso anche indicarvi la casa in cui vorrei trasferirmi, ma poi il discorso si allunga un po’).

Ma torniamo agli scatti. Io non credo di avere molta tecnica a livello fotografico, inquadro quello che mi piace, a volte sono fin troppo naive e non seguo le famose regole dei terzi o la simmetria, ma volte trovo che tutti questi espedienti rendano le foto statiche (sì lo so, non è comunque un mezzo che prevede un movimento come un video, ma trovo che certe soluzioni rendano ancora più immobili e fisse certe visioni). Un’altra che faccio a volte è non scattare molte foto, in generale dipende dal momento, ma se sono in giro per i fatti miei magari mi fermo a fare due foto e poi ricomincio dopo mezz’ora che cammino in giro per la città.

Oggi il caso ha voluto che fosse una di quelle volte in cui ho fatto pochissimi scatti, per la precisione 13. Porterà sfiga? Non ne ho assolutamente idea. L’unica cosa che so è che di queste tredici fotografie me ne piace solo una, mi sembra già una media altissima ma soprattutto tra tutte è l’unica verticale della giornata, un formato che peraltro solitamente non amo.

Devo confessarvi che il pesaculismo e il poco amore per la postproduzione che ho ultimamente sulle mie fotografie mi hanno portato ad aprire questa foto in photoshop solo per ridimensionarla per il web e fine. Niente correzioni di luci, ombre o simili, solo la foto che mi piaceva perché mi sembrava già abbastanza. Poi un’altra volta parliamo meglio di Brera (e forse anche della sindrome dell’abbastanza).

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